| Il
"Marco Polo"
Il tavolo chiamato "Marco Polo"della
Pinacoteca Ambrosiana di Milano è un'opera eccezionale dal punto
di vista artistico. E' il tavolo che funziona da supporto alla bacheca
del Codice Atlantico di Leonardo .
Secondo A.Ratti si tratta di un'opera di un maestro
veneziano dei primi anni del 500 che ha voluto istoriare le vicende del
viaggio di Marco Polo in Cina. La grande singolarità dell'opera
sta nella tecnica di esecuzione, che vuole emulare, con risultati splendidi,
l'autentica lacca cinese: l'URUSHI
La tradizione delle "Cineserie"fu una
moda e una tecnica che si svilupparono dalla fine del 600presso gli ebanisti
delle corti europee per imitazione dei manufatti in lacca e oro che i mercanti
portavano da Cina e Giappone,tuttavia la tecnica esecutiva era molto differente
:la lacca occidentale è in effetti un fondo a tempera laccato e
verniciato con resine e coppali. L'autentico Urushi, e singolarmente anche
il Marco Polo, ha il pigmento e la foglia d'oro inglobata nel mezzo resinoso.
Bisogna aggiungere che la manipolazione dell'urushi richiede fasi di elaborazione,
in ambiente umido e caldo, complicate e tenute segrete dagli artigiani
dell'oriente, per cui tutti i tentativi che furono operati dagli ebanisti
occidentali risultarono quasiun fallimento.Il risultato migliore fu ottenuto
nella bottega Coromandel agli inizi del '700 che dà il nomme alla
laccatura stessa.
Inoltre l'urushi allo stato di resina liquida
è estremamente tossico .
Forse un artista cinese,forse nella laguna veneziana fece forse l'unica
opera in lacca urushi prodotta in occidente.
Sono ora in corso indagini chimiche e microscopiche
utili alla redazione del progetto di restauro
|